Storie di donne mobbizzate da uomini che pensano di non essere stati visti….

CHI SONO E PERCHE’

Sono una donna che NON fa finta che tutto vada bene, che tutto sia normale. In soli 10 anni di lavoro mi è capitato di assistere a troppi, troppi episodi di discriminazione nei confronti delle donne, sul lavoro ma non solo, e questo ha determinato una spinta inesorabile ad aprire questo blog unicamente per dar voce a questo tipo di disagio.
Forse sto camminando sull’orlo di un crepaccio (come tutti del resto), forse no…. Sta di fatto che illustrando certe situazioni e svergognando melmosi individui, io mi sento infinitamente meglio, e così spero altri.
La speranza è che questo spazio, a tendere, serva a qualcosa, a qualcuno. Per il momento è solamente una voce confusa, lontana, in un deserto, per la precisione il deserto umano, intellettivo ed emozionale nel quale sono obbligate a vivere le donne lavoratrici che decidono di diventare madri.
Negli ultimi 10 anni il mondo del lavoro, in particolare per le donne, è diventato uno schifo. Una trincea. Un inferno caratterizzato da quel mobbing strisciante che ha portato moltissime donne all’esaurimento, a gettare la spugna, a dimissioni indotte nel modo più squallido possibile, a sviluppare disturbi psicofisici che hanno lasciato pesanti strascichi negli anni.
Questo blog parla di quelle orride persone, non necessariamente solo uomini peraltro, che quotidianamente contribuiscono ad accrescere questo letame, mettendo in atto tanto feroci quanto subdole strategie di mobbing nei confronti di chi non è in grado di opporre un’adeguata controffensiva, perchè per varie ragioni si trova in condizioni di debolezza (caratteriale, gerarchica, economica, ecc…), per cui non può che continuare a subire senza potersi difendere, fino a soccombere.
Giustamente chi rischia troppo, non se la sente di portare avanti azioni….
…. Io non rischio nulla….  per cui miei cari mobbizzatori,  io qui vi sputtanerò serenamente.

Comments on: "CHI SONO E PERCHE’" (9)

  1. Anonimo ha detto:

    Ciao,
    su segnalazione di un collega approdo a questo blog che non conoscevo per segnalare che la persona che ha inserito una risposta firmandosi con il mio nome e cognome e dicendo di metterci la faccia,(Laura Sala), non sono io, chiedo quindi a colei che gestisce il blog che sia rimosso il commento.
    Nel ringraziare approfitto per dire a chi ha dato seguito al commento non scritto da me riportanto l’informazione strettamente personale sullo sciopero e che quindi ha di certo i miei riferimenti,di contattarmi pure, sarò lieta di avere un confronto tra persone civili. Ammetto che mi amareggia aver confidato questo aspetto personale sul concetto di sciopero ad una persona con cui evidentemente ritenevo di avere un rapporto trasparente e vederselo poi rinfacciato così.
    A ben sentirci

    Laura

    • Anonimo ha detto:

      A ben sentirci…Agarossiana memoria, anzi no…lui termina le sue sgrammaticate email con ‘A ben vederci’…ma per carità!!!!
      Comunque, cara Laura Sala, la questione dei tuoi scioperi è nota a tutti. Forse ti viene rinfacciato perchè sei lunatica, acida con molti…dolce e disponibile con pochi. Chissà con chi ;-) ?

      • Anonimo ha detto:

        Agarossi è l’emblema del livello qualitativo del management MP, una persona con un livello della conoscenza della lingua italiana che ricopre un ruolo come il suo, è lo specchio di come questa azienda abbia toccato il fondo, ma si sa… Una volta che si pensa di aver toccato il fondo è quello il momento in cui bisogna iniziare a scavare… A ben vederci…

  2. Commento incriminato rimosso.

  3. Anonimo ha detto:

    buongiorno Leda,

    puoi contattarmi in Pvt ? grazie
    zanza_69@libero.it

    • Buongiorno,
      preciso che ho spiegato i motivi di questo blog, ed i motivi per cui lascio la possibilità di commentare in forma anonima. Partecipo poco o nulla ormai a questo spazio che vedo che continua ad alimentarsi da solo, in particolare per quel che riguarda il post sulla Manpower.
      Non desidero contatti privati perché non desidero essere coinvolta in azioni di nessun genere, né pro, né contro nessuno. Mi basta che si sappia che questo è uno spazio dove chi si è sentito ingiustamente mobbizzato possa esprimersi liberamente, senza timore di rappresaglie. Questo almeno in parte riequilibra le cose.
      I contenuti di questo blog sono leciti, altrimenti sarebbe già stato rimosso. La libertà di espressione naturalmente è sacra, e chiunque può ribattere esponendo le differenze del proprio punto di vista. Sono sempre pronta a cancellare i commenti di chi eccede nei toni, o i commenti di chi teme rappresaglie in azienda, o i commenti di chi me lo richiede per le più varie ragioni.
      Non ho particolare piacere nel vedere aziende o persone imbrattate di negatività…. del resto penso che basterebbe, da parte di aziende e persone, comportarsi in modo corretto con il proprio prossimo, e nessuno (certo non io) si sognerebbe di aprire blog per comunicare al mondo quanto certi contesti siano pieni di negatività e violazioni di diritti, e lo spazio dei commenti non si autoalimenterebbe da solo.
      Detto questo, non so chi tu sia e che cosa voglia dirmi, ma ti chiedo, se possibile, di farlo in questa sede.
      Grazie.
      Leda

  4. Anonimo ha detto:

    Gralzie per la precisazione.
    Come te ritengo che chiunque abbia diritto di esprimere la propria opinione indipendentemente dal fatto che si senta mobbizzato, perseguitato o semplicemente discriminato in qualsiasi modo. Ed è per questo che son convinto che ogni rivendicazione ad alta voce debba essere ascoltata.
    Certo, si dovrebbe motivare, circostanziare e non nascondersi dietro l’anonimato che il blog “garantisce” altrimenti tutto questo rischia di diventare solo calunnia.
    O come in alcuni casi solo insulti senza senso e senza un minimo di circostanza (e possibile contraddittorio).

    Comunque sia non voglio per nulla alimentare sterili messaggi. La richiesta era solo per condividere queste circostanze e porre rimedio.
    Seguirò magari strade più lunghe e tortuose.

    Se t’intressa approfondire l’indirizzo email ce l’hai.

    Grazie e scusa per il disturbo.

  5. Buongiorno, e grazie per la pacata risposta.
    Nemmeno io voglio alimentare sterili messaggi, ma qualcosa devo aggiungere.
    Mi pare scontato che se obbligassi chi commenta su questo blog ad identificarsi, difficilmente scriverebbero sentendosi liberi. Se lo facessero si troverebbero il giorno dopo al lavoro ad affrontare situazioni più sgradevoli della norma.
    Ad ogni modo, se si ritiene che un blog sia “fuori dalle righe”, basterebbe segnalare illeciti a WordPress, e credo provvedano loro stessi, se lo ritengono opportuno, a cancellare il blog. Ad oggi non è stato fatto.
    E’ vero, alcuni commenti sono più che altro sfoghi di persone arrabbiate. Ma anche questi sono una misura del poco benessere che si respira in certi posti, per cui mi è parso giusto lasciarli.
    Altri commenti denunciano fatti circostanziati e verificabili, se ci fosse chi ha voglia di verificarli.
    Poi sai…. la rete, uno dei pochi luoghi liberi e trasparenti, è piena di siti di opinioni, di siti che raccolgono esperienze, e non penso che ci sia molta gente che ha voglia di scrivere cose negative così tanto per. Ad esempio se io devo andare in vacanza in un certo albergo, e leggo che 200 persone hanno scritto che fa schifo, penso che effettivamente, questo albergo, un po’ schifo lo faccia, e non penso che i 200 che hanno commentato siano tutta gente rancorosa e frustrata che aveva voglia di imbrattare la reputazione altrui (magari ce ne sono 3 o 4 di frustrati, ma non tutti).
    Allo stesso modo, se cercando opinioni su un’azienda trovo che un sacco di gente scrive che è un’azienda dove il mobbing strisciante è la regola, ecc…. posso immaginare che ci sia del vero, e non poco.
    Credo che l’unico modo per avere una reputazione pulita, sia dentro che fuori della rete, sia quello di comportarsi sempre in maniera corretta nelle proprie relazioni, lavorative o meno, o altrimenti la lotta per cancellare le brutte esperienze che la gente ormai d’abitudine riporta in rete, diventa una lotta contro i mulini a vento, come dici tu, davvero la strada sarebbe lunga e tortuosa. Di siti con gli stessi contenuti di questo, in rete ce n’è a decine….
    Ti rispondo in questa sede perché ritengo giusto che chi passa di qui a leggere (e state comunque tranquilli, questo blog non ha poi così tanti lettori… ^__^), colga lo spirito ed i motivi di quel che qui si legge, anche attraverso il presente commento in risposta al tuo.
    Non ho ben capito quali sono le circostanze a cui porre rimedio. Se riguardano il modo di gestire questo blog, accetto in questa sede di buon grado suggerimenti di qualunque natura, purché abbiano motivazioni condivisibili. Se il “porre rimedio” riguarda invece circostanze descritte in alcuni commenti, relativi a situazioni spiacevoli in cui sono trovati i dipendenti, io non credo di poter essere d’aiuto, poiché mi limito a gestire un sito dove semplicemente raccolgo episodi, ma credo che basti indagare in azienda per risalire a chi/come/cosa/quando è stato vittima di un sopruso. Son cose che alla fin fine si sanno, ma sulle quali i dipendenti purtroppo tacciono per paura.
    Grazie a buona serata.
    Leda

  6. Anonimo ha detto:

    ….

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