(segue dal post precedente)
Un altro risultato sperimentale disgraziatamente è stato questo: benchè le regole finora definite non contengano nessun significativo errore teoretico, e benchè sia sicuramente pregevole il solo fatto di riuscire ad applicarle lottando eroicamente contro la furia degli elementi (ovvero l’idiozia), purtroppo non è possibile farlo rimanendo immuni da disturbi gastro-intestinali e di altra natura.
Questa cosa triste è riassunta nell’Undicesima Regola o dei Danni Collaterali.
L’applicazione, per la prima settimana, delle regole finora enunciate, conduce senza alcuna via di scampo ai seguenti disturbi psicofisici: gastrite cronica, depressione bipolare, sviluppo di personalità multiple.
La gastrite che si sviluppa quando siamo a contatto con un Idiota è causata dal fatto che, inevitabilmente, l’Idiota è una persona che ci sta sullo stomaco, e anche su altre parti del corpo non meno importanti si aggiunge in nota. Lo stomaco quindi secerne succhi gastrici al fine di digerirlo, in quantità industriale, tale da danneggiare irrimediabilmente le proprie pareti.
Riguardo alla depressione bipolare, è superfluo sottolineare quanto sia deprimente, avvilente, mortificante interagire con un Idiota, si passa da continuamente dalla speranza alla frustrazione delle nostre aspettative, e a tendere quest’orrida altalena si cristallizza nel disturbo noto come depressione bipolare.
Lo sviluppo di personalità multiple è dovuto al fatto che quando si discute con un Idiota applicando le regole viste, si arriva a comportarsi in un modo che ci è talmente estraneo ed innaturale che può anche portare a far traballare l’integrità della nostra personalità.
Il solo comportamento naturale e sano per una persona intelligente che si imbatte in un Idiota, è prenderlo a calci nel culo fino a vederlo sparire dietro l’orizzonte degli eventi inghiottito da un buco nero del tessuto spazio temporale, l’unico posto dove l’Idiota può vivere serenamente senza causare danni a sé stesso e agli altri.
Non potendo fare ciò –ricordiamo che l’interazione con l’Idiota si è resa indispensabile perché abbiamo un obiettivo da raggiungere- , è necessario, nel possibile, adeguarsi a lui, al suo sistema di rappresentazione della realtà, se ne ha uno, essere pazienti, spiegare, argomentare.
Non può essere certo l’Idiota ad adeguarsi a noi.
E’ per questo che solitamente si dice che “quando una persona intelligente parla con un Idiota, chi guarda dall’esterno non vede la differenza fra i due”. Entrambi infatti ci appaiono irrimediabilmente Idioti, anche se uno dei due non lo è!
Infatti l’idiozia è una forza naturale che impregna di sè tutto l’ambiente circostante.
Il solo fatto di spendere del tempo a parlare con un Idiota è un’azione idiota, che fa apparire agli osservatori esterni la persona intelligente non così intelligente.
Quindi oltre ai danni psicofisici, volendo si possono citare anche i danni alla nostra immagine sociale.
Il problema adesso è capire se c’è un modo almeno di contenere se non di eliminare questi fastidiosi effetti collaterali.
Lo vediamo nella prossima e ultima regola.
Regola n° 11 o dei Danni Collaterali
6 dicembre 2011
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