(segue dal post precedente)
L’idiozia, è verificato sperimentalmente, non può esistere in quantità finita, misurabile e costante in un singolo individuo Portatore Funesto di Idiozia (i Portatori Sani di Idiozia non esistono).
Non è possibile verificare, tra due Idioti, quale dei due sia più idiota dell’altro. Chiunque sia Idiota, tende ad esserlo in modo Assoluto ed Infinito.
Di questo bisogna tenerne conto quando si affronta un Idiota. Nella Regola N° 7 o Della Divina Imperscutabilità si era già stabilito il fatto che l’Idiota sarebbe sempre riuscito a sorprenderci con l’insensatezza delle sue continue azioni da mentecatto, ma ci si era ottimisticamente riferiti ad azioni sì strampalate ma tutte con la stessa quantità di idiozia. Si era infatti supposto che l’idiozia di un individuo fosse una costante fisica immutabile nel tempo per quell’individuo.
Mai errore fu più grave. L’idiozia di un individuo non è una quantità a cui si possa assegnare un valore numerico immutabile nel tempo.
La realtà empirica ci costringe quindi ad ampliare la Regola N°7, integrandola con la presente Regola della Tendenza all’Infinito dell’idiozia.
Infatti la caratteristica dell’Idiota è certamente quella di fare e dire continuamente cazzate stupefacenti, ma poste in successione tale che la cazzata precedente, in confronto alla successiva che la supera di parecchio, sembrerà non dico intelligente -sarebbe blasfemo-, ma sembrerà contenere una seppur vagamente accennata ombra di raziocinio primitivo.
Ogni azione perpetrata dall’Idiota, è tragicamente molto più stupida della precedente, ed è ancor più tragicamente molto meno stupida dell’azione successiva.
E così via fino al delirio.
L’Idiota, tende all’Infinito.
Questo rende ovviamente l’interazione con un Idiota una lotta estenuante.
Regola n° 10 o della Tendenza all’Infinito
6 dicembre 2011
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